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And The winners are...



E' iniziato tutto con Sofia Loren, che ha consegnato la statuetta a Penelope Cruz (migliore attrice non protagonista in «Vicky Cristina Barcelona» e prima star spagnola a vincere un Oscar), la quale ha raccontato che durante le riprese del musical «Nine», Sofia si è comportata con lei come «una seconda madre. Mi ha dato ottimi consigli, era molto attenta a ciò che mangiavo e mi ha raccontato bellissime storie su De Sica, Mastroianni e Fellini». I genitori di Heath Ledger, il Joker del «Cavaliere Oscuro» si sono commossi per l'Oscar postumo al figlio e hanno preso la statuetta a nome della nipotina Matilda, bimba dell'attore scomparso. Dustin Lance Black, che ha vinto la sceneggiatura per «Milk», ha ringraziato la madre, una mormone che ha accettato il figlio gay, mentre Sean Penn (migliore attore protagonista per «Milk»), ha criticato Obama giudicando la sua posizione troppo timida rispetto alla gravità del problema.
Kate Winslet (migliore attrice per «The Reader») ha annunciato che non farà più sesso sul set: troppo l'imbarazzo per aver recitato scene hard, sia quelle con il 18enne di «The Reader» sia quelle con Leonardo DiCaprio in «Revolutionary Road», film diretto dal marito Sam Mendes, che comunque «mi lascia molta libertà», ha chiosato la Winslet, stringendo la sua prima statuetta dopo 5 sconfitte. Gran festa sul palco per «The Millionaire» di Danny Boyle, che ha fatto il pieno di 8 Oscar e ha portato con sè tutti i bambini indiani del film. Amareggiato il lottatore di «The Wrestler», Mickey Rourke, triste, con al collo la medaglietta della sua cagnolina scomparsa 6 giorni fa. A bocca asciutta i coniugi Pitt, belli impossibili, anche se «Il curioso caso di Benjamin Button» (che ha avuto solo 3 statuette), interpretato da Brad Pitt, vince al box office italiano




La siciliana ribelle, raccontato da un Palermitano d.o.c.


Una mattina di novembre del 1991, una ragazzina di 17 anni con lo zainetto della scuola sulle spalle si presenta al Procuratore di Palermo per vendicare gli assassini del padre e del fratello, entrambi mafiosi. Per la prima volta una ragazzina di famiglia mafiosa si ribella apertamente all'organizzazione tradizionalmente maschilista. Da questo momento, i giorni di Rita sono contati. Come tutte le altre donne di mafia siciliane, Rita dovrebbe piegarsi alla legge del silenzio. Dovrebbe chiudere gli occhi, sottomettersi, come sua madre e la madre di sua madre. Ma Rita non è come le altre. La sua vita è una sfida al destino e possiede l'intensità di un racconto epico. Rinnegata e minacciata dal paese e persino dalla madre, Rita è costretta ad abbandonare la Sicilia natale ed esiliarsi clandestinamente a Roma. Il Procuratore anti-mafia diventa per lei una figura paterna, la prende sotto la sua protezione e la sostiene nel suo percorso. Dovrà farle ammettere davanti a se stessa e davanti a tutti che suo padre e suo fratello non erano quelle figure positive che lei credeva. A Roma, sotto falsa identità, incontra Lorenzo e nasce un amore. Riscopre la femminilità e la voglia di vivere come un'adolescente spensierata. Ma gli eventi precipitano. Rifiutando di essere la successiva sulla lista, Rita ancora una volta sceglie il suo destino. Non le restano che nove mesi per vincere la sua battaglia.

Per tornare a riflettere su quel cancro chiamato mafia, raccontato in un piccolo film dal punto di vista di chi ha avuto il coraggio di ribellarsi ad esso.